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La storia della F.I.B.S

LA STORIA DELLA F.I.B.S 
Il primo tentativo di organizzare un’attività legata al baseball in Italia è datato 1946.
A quell’epoca però lo sport era già stato introdotto nel nostro Paese da quasi 3 decadi, dopo una prima apparizione sul finire del secolo diciannovesimo.
Il baseball appare infatti per la prima volta in Italia dal 23 al 27 gennaio 1884 a Livorno. Come ci informa la “Gazzetta Livornese”, la città portuale ospita una Disfida fra marinari della fregata americana Lancaster  e i marinari della corvetta Guinnebaug.
Nel 1889 due squadre di professionisti americani, una formazione di Chicago ed una selezione ‘All America’, giungono in Italia durante il loro tour mondiale organizzato da Albert Goodwill Spalding per diffondere il baseball e giocano il 19, 22, 27 febbraio rispettivamente a Napoli, Roma e Firenze. Purtroppo pochi italiani assistono agli incontri e quindi l’evento viene immediatamente dimenticato. Le cronache americane dell’epoca riportano che durante la partita giocata a Roma a Piazza di Siena, nel cuore di Villa Borghese, il Re e la Regina d’Italia si interessarono for a moment or two a quello che stava accadendo.
Siamo nel 1919 e un adolescente di nome Mario Ottino porta la rivoluzione nei prati della periferia di Torino, in Val San Martino, accanto al vecchio capolinea del tram numero ‘3’. La zona è quella dei Teatri di Posa delle Case Cinematografiche che fecero grande il Cinema italiano prima della nascita di Cinecittà.
Mario era nato l’8 aprile 1905 a Mazzè Canadese (provincia di Torino), ma era emigrato negli Stati Uniti con la famiglia. Nel New Jersey aveva conosciuto e amato il baseball e assunto lo pseudonimo col quale sarebbe passato alla storia come il Padre del baseball italiano: Max Ott.  Il suo ritorno in Italia era dovuto al desiderio della madre di acquistare un terreno nel suo paese d’origine.
Nel giugno del 1919, con l’aiuto del sassofonista italo americano Vic Canuto, il giovane Max organizza le prime partite. L’esperimento ha successo, ma si esaurisce presto: Max deve infatti tornare negli Stati Uniti nell’inverno del 1920.
Nel 1923 Max Ott torna comunque in Italia armato di mazze e palline e organizza 3 squadre. Deve però recarsi di nuovo negli Stati Uniti e la sua assenza, con il contributo del fascino del calcio, allontana gli aspiranti giocatori dal baseball.
Sempre nel 1919 c’è un altro tentativo di introdurre il baseball. A Roma cerca di diffondere il nuovo sportGuido Graziani, che con il supporto dell’allenatore americano Ballou inizia una serie di allenamenti.
Nel 1920 arriva anche ad organizzare una serie di partite a Piazza di Siena, una delle quali a pagamento. Graziani però deve lasciare Roma per problemi di lavoro e senza la sua spinta l’esperimento non ha seguito.
Nel 1929 l’Opera Nazionale Balilla introduce il baseball tra gli sport che i giovani italiani devono praticare.
Nel 1931 l‘Accademia di Educazione Fisica della Farnesina invia un gruppo di allievi negli Stati Uniti per uno stage di sei mesi. Durante la permanenza negli USA vengono addestrati anche al gioco del baseball. Il viaggio è un successo. Al ritorno gli allievi dell’Accademia formano squadre di buon livello. Sono gli anni ’30 e i giovani italiani non sono diversi dai loro coetanei di tutto il mondo: ascoltano musica jazz e masticano chewing gum. Il baseball, come simbolo della cultura americana, fa presa su di loro. Il nuovo sport si pratica con successo nel nuovo Stadio dei Marmi e da Roma arriva in altre città. Nel 1931 gli allievi dell’Accademia della Farnesina si esibiscono infatti a San Remo. Scrive il giornalista Alberto Manetti: “La partita si svolge tra l’interesse di moltissimi spettatori, autentici estimatori dello sport”. Arriva però il giorno in cui tutto ciò che è legato all’America viene cancellato a forza dalla società italiana, compreso ovviamente il baseball.
Nel 1939 Max Ott rientra definitivamente in Italia come corrispondente da Roma del quotidiano New York Times, per il quale ha già lavorato in Europa a Parigi. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale Max Ott si rifugia in Valle d’Aosta, da dove si unisce ai Partigiani dopo l’Armistizio del 1943. Nel 1945 entra a Milano con le Truppe di Liberazione della ‘Quinta Armata’.
Al termine della Guerra i soldati americani rimasti in Italia occupano il loro tempo libero giocando ai loro sport preferiti. A Nettuno ed Anzio il contingente americano è particolarmente numeroso e le frequenti partite di baseball attirano la curiosità della popolazione. A Milano Max Ott arbitra partite di softball giocate dai militari e attraverso i soldati entra in contatto con Franco Milesi, che all’epoca è il Presidente europeo dell’IBM e diverrà il capo storico del baseball lombardo.
Nel Lazio si giocano un torneo ed un campionato di softball maschile già nel 1946. Diversi documenti e testimonianze lo attestano. Il primo tentativo di organizzare un’attività ufficiale è comunque la Lega Italiana Softball (LIS).
Il primo tentativo di organizzare un’attività ufficiale è la Lega Italiana Softball (LIS), fondata il 7 febbraio 1947da Guido Graziani, che è tornato a Roma e gestisce le strutture sportive della ‘Young Men Christian Association’ (YMCA). Il softball è all’epoca uno sport maschile di crescente successo, passato rapidamente dalle 5 squadre del 1945 alle 84 (con 1.260 atleti tesserati) del 1947.
Max Ott risponde fondando a Milano la Lega Italiana Baseball (LIB) il 12 marzo 1948. Con gli altri 4 fondatori (Milesi, Porrati, D’Orio e Donnabella) scrive quella che lui stesso chiama la ‘Magna Charta’ del baseball italiano.
Il 27 giugno 1948 allo stadio “Giuriati” di Milano Max Ott organizza la prima partita ufficiale di baseball tra squadre italiane, entrambe milanesi: il Milano e gli Yankees. Ci sono 3.000 spettatori e il Console degli Stati Uniti d’America Deyman lancia la prima palla. Sulla “Gazzetta dello Sport” il giornalista Franco Imbastaroscrive: “Alle 16.49 del 27 giugno 1948 è nato il baseball italiano”.Calligaris degli Yankees realizza il primo fuoricampo della storia dello sport nel Belpaese. Per la cronaca, la partita viene sospesa per oscurità sul 21-21 e portata a termine il 19 luglio con la vittoria di Milano per 28-25.
Max Ott organizza anche il primo campionato. La prima partita si gioca il 3 ottobre a Bologna nel più assoluto segreto, forse per timore di un fallimento. La “Gazzetta dello Sport” riesce a pubblicare la notizia solo il 9 ottobre. La Libertas Bologna, trascinata dal leggendario Jimmy Strong e dal Capitano Giorgio Ragazzi è la prima squadra Campione d’Italia davanti a 4 club milanesi: Milano, Yankees, Indians e Leo. Nella gara decisiva disputata all’Arena di Milano, Bologna segna 9 punti all’ultima ripresa e batte 17-16 il Milano. A quel torneo partecipa un giovanissimo Gian Carlo Mangini, giornalista e disegnatore destinato a diventare una delle ‘voci’ del baseball italiano.
Nel frattempo irrompe sulla scena il Principe Steno Borghese, che il 13 dicembre 1948 dà vita all’Associazione Italiana Baseball (AIB). Appena 2 giorni dopo, LIS e AIB si fondono nella Federazione Italiana Baseball Softball (FIBS). Steno Borghese ne assume la presidenza.
Da subito si inizia a parlare di unificare tutta l’attività, fondendo FIBS e LIB, ipotesi alla quale Max Ott si rivela fermamente contrario, al punto da dimettersi dalla carica di presidente il 31 dicembre.
Bruno Beneck, il quale ne assume le funzioni, in suo onore rinuncia alla qualifica di Presidente.
Nel 1949 si giocano comunque un campionato LIB (vinto da Firenze) e un campionato FIBS (vinto dall’A.O.A. Lazio)
LIB e FIBS trovano comunque un accordo e il 7 novembre 1949 Borghese e Beneck firmano l’atto che pone le basi per la fusione tra le 2 associazioni. Il Principe Steno Borghese chiede comunque l’affiliazione della FIBS al Comitato Olimpico. Il CONI consiglia di aggregarsi ad un’altra federazione già esistente.
 Su interessamento di Bianca Germanio a Torino e delle sorelle Zambelli a Milano, nascono lo stesso anno le prime squadre di softball femminile.
Il 29 gennaio 1950 viene sancita la fusione di FIBS e LIB e nasce la Federazione Italiana Palla a Base (FIPAB). Il nuovo organismo chiede alla Federazione Rugby di aggregarsi, ricevendo però risposta negativa.
Le maggiori energie del Principe Borghese sono volte ad ottenere il riconoscimento dal CONI. Dopo un secondo rifiuto, la FIPAB decide di iniziare la sua attività internazionale. Il 31 agosto 1952 allo stadio “Flaminio” di Roma, davanti a oltre 12.000 persone e con l’attore americano Gregory Peck in tribuna, la nazionale italiana debutta contro la Spagna. In pedana di lancio sale un giovane destinato a diventare una leggenda: Giulio Glorioso. La Spagna vince comunque la partita 7-3.
Nel 1953 il CONI accetta finalmente, con 14 voti favorevoli e 4 contrari, la FIPAB come Federazione “aderente”. L’impegno è valutare di nuovo dopo 4 anni l’inclusione tra le Federazioni “effettive”.
Il Principe Borghese è sempre più teso verso l’attività internazionale. Lo stesso anno assume la Presidenza della neonata Federazione Europea (CEB) e nel 1954 vede la sua nazionale vincere la prima edizione del Campionato Europeo, disputata in Germania. L’Italia non arriva in zona medaglia nella seconda edizione del torneo e organizza la terza a Roma nel 1956. La Nazionale Azzurra si piazza terza, dietro Olanda e Belgio, ma la manifestazione è comunque un successo che apre le porte al riconoscimento del CONI.
Nel 1957 infatti il Comitato Olimpico, presieduto da Giulio Onesti, proclama la FIPAB Federazione “effettiva”. L’esecutivo decide all’unanimità.
Impegnata sul fronte internazionale e per il riconoscimento del Comitato Olimpico, la Federazione guidata da Steno Borghese tende a trascurare il softball femminile. Nonostante la nascita di squadre anche a Genova e Napoli, l’attività cessa del tutto entro la fine del decennio.
Con il 1960 finisce anche l’era del Principe Borghese, che lascia la guida della FIPAB con una eredità importante: il primo campo destinato solo al baseball, costruito all’interno della sua villa di Nettuno. A Borghese, che per un altro decennio guiderà la CEB, succede Giuseppe Ghillini, che resta in carica per 8 anni.
Nel 1968 inizia la Presidenza di Bruno Beneck. Con lui si riavvicina alla Federazione anche Max Ott, che arriva a ricoprire il ruolo di Giudice Sportivo. Si apre un’epoca di grandi cambiamenti. Beneck riorganizza rapidamente il softball femminile, che vara un suo campionato nel 1969. La prima squadra Campione d’Italia rappresenta Torino, una delle città dove lo sport ha visto effettivamente la luce. Nel 1970 la FIPAB torna ad assumere la denominazione di Federazione Italiana Baseball Softball (FIBS).
Con il nuovo decennio la Federazione sposa in pieno la vocazione internazionale che aveva caratterizzato la Presidenza Borghese e anzi ne amplia gli orizzonti. Nel 1970 l’Italia partecipa per la prima volta al Campionato Mondiale in Colombia. Nel 1971 Beneck succede a Steno Borghese alla guida della CEB. L’Italia mostra al mondo anche la volontà di essere sede di grandi eventi. Nasce la Coppa Intercontinentalee l’edizione 1973 si gioca proprio nel nostro Paese. Anche la nazionale di softball varca i confini nazionali e nel 1974 partecipa per la prima volta ad un Campionato Mondiale a Stratford nel Connecticut (USA).
Nel baseball l’Italia è pronta a tornare sul trono d’Europa. Nel 1975 gli azzurri vincono il Campionato Europeo a Barcellona e nel 1977 ottengono la prima storica vittoria ad Haarlem, in casa dell’Olanda, rivale storica del baseball italiano.
E’ un periodo magico per il nostro baseball, che propone un campionato su 3 gare settimanali che riscuote un notevole successo di pubblico. Nel 1978 l’Italia diventa sede del Campionato del Mondo. Bruno Beneck fa nascere anche il Campionato Europeo di softball e l’Italia organizza nel 1979 a Rovereto la prima edizione.
Un altro successo personale di Beneck è la conquista per il baseball dello status di ‘sport dimostrativo’ alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984. La certezza dell’importante traguardo, per il quale il Presidente italiano ha lavorato duramente, arriva nel 1981. Le energie della Federazione sono tutte rivolte a partecipare ai Giochi. Nasce la selezione ‘Probabili Olimpici’ (PO), che coinvolge i migliori talenti e trascorre lunghi periodi di formazione all’estero.
Nel 1983 la nazionale azzurra vince da dominatrice il Campionato Europeo disputato in Toscana (la finale si gioca a Grosseto)  e conquista il diritto di rappresentare l’Europa alle Olimpiadi. Nel torneo l’Italia conquista una vittoria contro la Repubblica Dominicana. Il giovane Riccardo Fraccari messosi in luce a Los Angeles, riceve dal congresso Ibaf de L’Avana il premio di miglior arbitro del mondo.
L’epoca di Bruno Beneck finisce però in maniera traumatica. Al culmine di una crisi economica, la Federazione viene commissariata dal CONI. Sotto la guida di Mario Pescante la FIBS arriva alle elezioni, che nel 1984 proclamano Presidente Aldo Notari. Il nuovo Presidente gestisce con mano ferma il periodo di emergenza economica. Un provvedimento epocale è la rinuncia ad utilizzare nella nazionale di baseball i giocatori italo americani (i cosiddetti ‘oriundi’), che hanno avuto un ruolo rilevante nelle vittorie dell’era Beneck.
Una nazionale composta prevalentemente dai giovani lanciati dal progetto PO di Bruno Beneck stupisce la scena internazionale lottando a lungo per una medaglia nel Campionato del Mondo 1986, disputato in Olanda. L’azzurro Beppe Carelli risulta il miglior battitore del torneo.
Il 1986 è anche l’anno del primo alloro continentale del softball. Ad Anversa la nazionale allenata daFederico Soldi, grazie ad una strepitosa Monica Corvino in pedana di lancio, interrompe l’egemonia olandese e si laurea Campione d’Europa.
Sulle orme del suo predecessore Beneck, Notari viene nominato nel 1987 presidente della CEB.
Sul campo l’Italia deve però soccombere nell’Europeo 1987 all’Olanda e fallisce l’accesso ai Giochi di Seul, ma nel 1988 torna ad organizzare un Campionato del Mondo.
Nel 1989 gli azzurri tornano sul tetto d’Europa e si confermano nel 1991, dominando a Nettuno la serie di finale del Campionato Europeo contro l’Olanda e guadagnando il diritto a rappresentare l’Europa assieme alla Spagna, paese organizzatore, alle Olimpiadi di Barcellona del 1992. Da questa edizione dei Giochi, il baseball entrerà a far parte a tutti gli effetti del programma Olimpico.
E’ il momento di massima popolarità internazionale per Aldo Notari, che nel 1993 viene eletto, primo Europeo nella storia dell’organizzazione, Presidente della Federazione Mondiale (IBAF).
L’Italia partecipa nel baseball anche alle Olimpiadi di Atlanta, ottenendo un significativo quinto posto. L’azzurro Gigi Carrozza risulta il miglior battitore del torneo, il suo compagno di squadra Claudio Liverzianifirma un contratto da professionista con i Seattle Mariners.
Nel frattempo anche il softball femminile ha conquistato lo status di sport olimpico. L’Italia però non si qualifica per i Giochi di Atlanta.
Nel 1998 l’Italia organizza il Campionato Mondiale di baseball. E’ il primo da quando l’IBAF ha deciso di ammettere alle sue competizioni i professionisti. Battendo in una gara memorabile l’Australia, gli azzurri accedono alle semifinali. Il torneo si chiude con l’Italia quarta: il miglior risultato di sempre.
Pur sconfitta dall’Olanda nella finale del Campionato Europeo 1999, disputata a Bologna, l’Italia si qualifica anche per i Giochi di Sydney.
Lo stesso anno la nazionale di softball vince a Parma il torneo di qualificazione (partecipano le rappresentanti di Europa ed Africa) e accede per la prima volta ai Giochi. La Fibs realizza una storica accoppiata.
Alle elezioni del 2000 Aldo Notari viene sconfitto da Everardo Dalla Noce, popolare giornalista televisivo capace di disimpegnarsi anche con il baseball. Il nuovo Presidente, minato da problemi di salute, gestisce la FIBS per pochi mesi. A luglio incassa la delusione del Campionato Europeo. L’Italia, battuta dalla Russia, fallisce l’accesso alla finale. Non accadeva da tempo immemorabile. In autunno Dalla Noce si dimette e l’8 dicembre 2001 si torna a votare. L’Assemblea delle società sceglie Riccardo Fraccari nei confronti di Bruno BertaniEntrambi avevano condiviso il lavoro di Aldo Notari in qualità di vice presidenti.
Nel 2002 il nuovo Presidente si trova a gestire una situazione economica resa precaria dal processo di ristrutturazione del Comitato Olimpico varato dal Governo.
Nel 2003 la nazionale di baseball passa dal dramma di una eliminazione nei quarti di finale dell’Europeo alla vittoria del torneo di qualificazione alle Olimpiadi.
La nazionale di softball vive da parte sua un’estate straordinaria e si qualifica per le Olimpiadi vincendo 19 partite su 19.
Nel 2004 entrambe le nazionali targate FIBS partecipano ai Giochi Olimpici di Atene.
Il 24 ottobre 2004 Riccardo Fraccari viene confermato alla Presidenza della FIBS.

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